Perché Scrivere? E perché al Bar?

L’idea della terza strada

Questo blog nasce da un sogno condiviso: amico mio, maestro, amore, grazie di avermi mostrato di non essere l’unica folle a voler sempre trovare una terza via.

Scrivere può voler dire diverse cose e ognuno si sceglie il significato che preferisce, per me scrivere è prima di tutto “fermare” e “liberare”: fermare sulla carta pensieri, ma anche sensazioni e soprattutto immagini; liberare la mia testa dalle parole che vi si affollano. Non sarà solo la mia di testa che a tratti sembra la hall affollata di un negozio di vestiti in una giornata di svendite! Quando succede, scrivere mi aiuta a ritrovare un equilibrio, o almeno a provare la pace di un breve silenzio. Naturalmente, scrivere è anche la nostalgia della rilettura e il piacere della possibilità di emozionare un lettore.

Il bar non tanto come luogo reale della mia attività di scrittura, anche se a volte è capitato, ma piuttosto come simbolo di un’atmosfera. Il bar come luogo di osservazione. Al bar la gente chiacchiera, ascolta, perde tempo con la scusa di un caffé, legge il giornale, si ferma. Al bar si parla degli argomenti più disparati: il gossip, la politica, l’economia e l’ambiente, il cibo e il divertimento… Il bar è bacino di ritrovo per tutte le età. In un bar si può essere solitari osservatori praticamente invisibili oppure fulcro animato del dibattito. Il bar è quotidiano. Il bar è umano. Il bar come stanza dove l’uomo e la sua giornata diventano una storia. La mia storia… e quella di tanti altri.

La terza strada è la mia filosofia di vita. Immaginate un bivio, uno qualunque di quelli che vi impongono di scegliere tra due strade soltanto. A volte, davanti a un bivio così non ci piace nemmeno una delle due opzioni proposte eppure il fatto che ne vediamo solo due ci fa credere che non ce ne siano altre. Ora immaginate che quello stesso bivio lo abbiate disegnato su un foglio e che proviate la stessa frustrazione nel guardare i due sentieri che avete tracciato; dato che quel disegno lo avete fatto voi potete prendere una gomma, cancellarne una parte ed aggiungere quante strade vogliate finché non sarete soddisfatti del risultato. Torniamo al bivio, quello della vita, quello di ogni giorno, quello che crediamo immutabile. C’è sempre una terza via, una che possiamo costruire dal nulla, con cosa? Con la mente, con l’immaginazione, con la creatività, con l’assurdo.

Sii raccontastorie che costruisce castelli di parole, che tesse fili intrecciati di pensieri, e non vedere nel vuoto l’assenza, ma cogli la possibilità e inventa.