Domenica a Bruxelles

Tutto tace. No, non tutto, la città tace, ma non le case. Al primo piano sbatte un portone mentre al quarto piange un neonato. Se accosto l’orecchio al portone della mia vicina sento la tv accesa e nell’appartamento sopra al mio qualcuno canta. La domenica rimangono tutti a casa, soprattutto se piove come oggi. Non ci sono negozi aperti, al massimo si va al cinema o al parco se la giornata lo permette.

La domenica io cammino e mi perdo. Non mi armo di cartina con l’intenzione di esplorare una città che mi è ancora sconosciuta, esco disarmata e leggera: l’abbonamento dei mezzi e le chiavi sono tutto ciò che mi serve. Poi cammino. Cammino. E lascio che la giornata mi passi addosso. Mi lascio incantare da una vetrina attraente, rispondo al sorriso di un bambino sul tram. Non so dove sono e non so chi sono. Le vie con le loro meraviglie e i loro abitanti mi passano davanti agli occhi lavando via ogni pensiero. Sono spettatrice passiva di una città in pausa e questo mi rilassa: lava via lo stress, il senso di colpa.

Il giorno del Signore io rinasco. Non mi riposo, dormire mi rimane difficile, sono sempre irrequieta. Quando arriva il fine settimana voglio solo smettere di pensare, il futuro fa troppa paura: arriva sempre prima del previsto malgrado mi dedichi alla sua pianificazione dal lunedì al venerdì. Prima gli adulti, poi gli anziani ci hanno convinto che basti essere creativi, innovativi, pieni di volontà e determinazione per realizzare il futuro che vogliamo per noi. “È lì, a portata di mano e se ti metti in punta di piedi puoi raggiungerlo”, forse il mio di futuro è appeso a una lenza e qualcuno fa in modo che si trovi sempre un poco più in alto delle mie dita o forse manco di quelle poche qualità necessarie. La verità è che non so ancora cosa voglio dalla mia vita e forse non lo saprò mai, ma è poi tanto sbagliato? È giusto negarmi qualsiasi futuro se non so ancora quale? Se mi viene negata persino la possibilità di conquistare l’indipendenza dalla famiglia, come posso sperare di modellare il mio avvenire?

Shh. È domenica. Io sono calma e cammino.

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