Una lettera per te

Un’era è finita? O è rimasta tra parentesi in attesa di nuove possibilità? Non lo so, e ti scrivo per questo. Ti scrivo perché è l’unico modo per raggiungerti. Ti scrivo perché forse è tutto quello che rimane ad unirci. Ti scrivo, non perché sei già lontano, ma perché ti sento ormai distante come oltre un nostro muro di Berlino oppure come fossi già dall’altra parte dell’oceano. E pensare che fu proprio quella distanza ad avvicinarci tempo fa.

Non sono riuscita a raccontarti nulla di questo mese, né delle mie paure per quelli a venire. Non ci sono riuscita perché non ho avuto tempo, perché con gli sms sto diventando pigra e perché avrei voluto farlo guardandoti negli occhi. Se lo facessi adesso scriverei un elenco di dati senza riuscire a dar conto di quello che per me è stato questo festival, forse prima di tutto umanità.

Ho conosciuto tante persone. Artisti da tutta Italia, o quasi, con le loro caratteristiche, le loro stranezze, a volte i loro difetti. Hanno mangiato accampati nel salotto di casa e con ognuno di loro abbiamo discusso di cose diverse; con alcuni ci siamo sentiti subito tra compagni, con altri, beh… speriamo di non vederli mai più! Certo, un’accoglienza di questo tipo è anche faticosa: si finisce sempre per fare le ore piccole e la mattina dopo c’è da lavorare, ma il valore di questa condivisione è incalcolabile e la soddisfazione grande.

Montare, smontare, accogliere, fotografare, sbigliettare, prenotare, stampare, distribuire, risolvere… Sono alcuni dei verbi più utilizzati. Siamo in continuo movimento e la gente ci segue e torna ed è lì che siamo felici. C’è una ragazza che avrà sì e no la mia età che è venuta a tutti gli spettacoli, anche a quelli dei bambini, sorride sempre sfoggiando trentadue denti che sembrano sillabare un GRAZIE a caratteri cubitali.

Una settimana ancora, e poi sarà finito. Spero di rimanere in contatto e di avere in futuro altre occasioni per lavorare con loro, ma la mia mente è già proiettata alla prossima preoccupazione. Milano, la capitale della moda, casa base della maggior parte dei miei parenti e mio incubo personale. Moda: non il mio forte. Ambienti snob: ancora meno. Non deludere la mia famiglia: il mio obiettivo. Anzi, forse sopravvivere indenne potrebbe essere il mio obiettivo primo. Sono terrorizzata.

E tu in tutto questo dove sei? Tu che avevi promesso di esserci sempre. Mi manca il tuo appoggio, il tuo spirito anche solo il tuo entusiasmo. Smetto, smetto di scrivere perché non riesco ad andare avanti senza piangere come se avessi perso qualcosa di inestimabile che non ritroverò mai più.

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