Fuori Tema

Qualche sera fa ho partecipato ad una serata dal nome “Swing e Paella senza nesso apparente”. L’idea era di realizzare una serata con musica e intrattenimento giocando con le parole, il tema era quello di essere “fuori tema”. A me e ad altri ragazzi è stato proposto di scrivere un testo ispirandosi a coppie opposte, io ho scelto due coppie: contrappasso-contrabbasso e luna-sole. Ho avuto molte difficoltà a scrivere qualcosa di cui fossi contenta e, ad essere sincera, non sono nemmeno convinta al 100% del risultato finale, ma volevo pubblicarlo per averlo da qualche parte, perché rimanesse una prova della serata divertente cui ho assistito.

Se il primo è la Larva…

Tu sei il Sole scottante, io la Luna gelata.

Io neutra assorbo il tuo profumo.

Guarda la mia faccia tonda e pallida, non ti vien voglia di baciarla? Le mie notti sono lontane e solitarie, e sento freddo, finché da anni luce lontano mi arriva il tuo caldo abbraccio. Mi illumini. Il tuo tocco è così rovente rispetto alla mia gelida pelle che mi sembra di andare a fuoco. Brucio. Ma non te ne andare, resta. Destinati a guardarci dagli opposti angoli del globo terrestre, eppure eterno simbolo di amori tormentati ed appassionati.

Tu Contrabbasso ritmato in un trio jazz troppo emozionato.

Io Contrappasso dantesco in un inferno principesco,

o mi preferisci danza francese di un tempo scordato?

Estremi di opposti classici e strambi, irrazionali e troppo concettuali, non ti senti forse onorato? Non avremo insegnato? Non avrà qualcuno imparato qualcosa? Forse. Me lo auguro. Ma è altro ciò che ora chiedo. Io lo so quel che ho sempre desiderato, io Luna, io Contrappasso a un passo dal fare quel passo falso: qualcuno scriva la nostra storia. Qualcuno ci faccia incontrare, faccia incrociare le nostre strade, non ci tenga distanti, opposti, ma ci riscriva vicini. Non vogliamo più essere solo fonte di ispirazione, vogliamo che qualcuno desideri per noi, sì, anche per noi simboli fittizi di unioni effimere, un lieto fine. Quindi io Luna chiedo, anzi, pretendo! che tu scrittore annodi la mia rotazione e ingabbi la mia rivoluzione con un filo rosso amore e ne leghi l’altra estremità attorno al Sole, così stretta da impedirci di scappare.

… allora questo è la Crisalide.

Piena di vita la Luna si staglia nella notte, illuminata da un Sole in pensione. Il naso arcigno dello scrittore, anzi, del poeta, si solleva per permettergli di ammirarla. Gelida fanciulla, misteriosa ispirazione. Passano lunghi minuti di contemplazione, ma poi il sussurro di una canzone lo desta e gli ricorda che è tardi. Volta l’angolo e si infila nel locale. La musica si fa più forte appena varcata la soglia e il chiacchiericcio vivace della gente prende forma nella penombra. Ordina whisky e sceglie un tavolo piccolo e solitario, ma vicino al trio di musicisti.

Gusta un primo sorso dal suo bicchiere guardandosi attorno, cercando di darsi un’aria importante e distinta. Quando è soddisfatto dell’immagine che ha creato estrae un taccuino dalla tasca e comincia a pensare. Tumtum tumtum tumtum tumtum. È il contrabbasso: perfetto per creare l’atmosfera infernale che gli serve. Dunque, quella degenerata di Francesca! Insieme a… come si chiama? Paolo! Dove li ficco? Come li punisco? Ci vuole un trapasso, no! un contrappasso perfetto per questa coppia lussuriosa…

Mentre pensa intensamente a quale castigo infliggere per tale colpa efferata gli si avvicina una donna ubriaca che improvvisa un passo di danza innovativo. Qualcuno comincia a chiamarlo contro-passo, perché ogni gesto è fuori tempo di almeno un passo. D’altro canto il nome della ballerina è Beatrice, e come fa un poeta a resisterle? Così abbandona il foglio bianco e si unisce alla danza più sgraziata dell’anno. Un passo-contro dopo l’altro si gettano in un ballo forsennato, un vortice di passione e piedi pestati.

Ballarono, e non solo, fino all’alba. Tornarono a casa mentre la luce tagliente del Sole cominciava a farsi strada; furono costretti a farsi scudo con le mani per vedere dove andavano. La dolce Luna era tramontata portando con sé ogni magia. Il Sole sorgeva trascinando la realtà, la statica monotonia di un dì qualunque. Scaldò le braccia di lei per prime così che lui non si sentì più in dovere di abbracciarla per infiammarle il cuore. Poi anche il suo petto fu tiepido e la calura del giorno si sostituì all’ardore della passione finché i due si salutarono come due semplici passanti.

Annunci

2 thoughts on “Fuori Tema

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...